Volevo scrivere...

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Prodotti dell’orto

La primavera scorsa, mio fratello Paolo dopo aver preparato la terra del nostro piccolo orto, ha messo a dimora diverse piantine di verdura.
In questi mesi abbiamo raccolto insalata, basilico, cipolle e porri, ora stiamo raccogliendo pomodori.
Le qualità che aveva scelto sono i pomodorini a ciliegia e i san marzano, da una ventina di piante ne stiamo raccogliendo tantissimi, i ciliegini li mischio alle insalate con i san marzano faccio il sugo.
Con una parte di quelli raccolti questa mattina, ho deciso di preparare questa ricetta:

Pomodori ripieni io li cucino cosi:

Per questa teglia che ne contiene circa una dozzina, ecco gli ingredienti:
pomodori, vanno bene di qualsiasi tipo
pane grattugiato circa due etti
formaggio grattugiato un etto
ricotta ne ho usata un etto, perché non ne avevo di più in casa, ma andrebbe bene anche un poco di più
un uovo
uno spicchio d’aglio
sale pepe
mezzo dado di carne
olio
prezzemolo o basilico.

Preparazione, un quarto d’ora

Ho tagliato il coperchio dei pomodori, li ho svuotati mettendo da parte la polpa
ho acceso il forno a duecento gradi e vi ho messo i coperchi dei pomodori a cuocere, quel tanto per ammorbidirli, mentre preparavo il resto.
Ho messo in un contenitore metà della polpa che avevo tolto ai pomodori, il formaggio e due terzi del pane grattugiato, la ricotta, poco sale e poco pepe, lo spicchio d’aglio e poi ho frullato tutto con il minipimer.
Con un cucchiaio ho riempito i pomodori.
Ho preso il resto della polpa e l’ho schiacciata bene per poi passarla al colino per eliminare i semi, vi ho aggiunto un bicchiere di acqua, mezzo dado di carne a pezzetti e un poco di olio, circa quattro cucchiai, ho emulsionato e ho condito il ripieno, ne ho avanzato un poco per versarlo nel fondo della teglia.
Per ultimo ho spolverato i pomodori ripieni con un poco di pane grattugiato, nel pane rimasto ho impanato i coperchi dei pomodori che avevo già tolto dal forno.
Ho chiuso i pomodori e ho guarnito il tutto con del prezzemolo tritato, ma se preferite fatelo con il basilico.
Venti minuti di forno ben caldo, cinque minuti di griglia, e sono pronti.

Teresa

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Cronache famigliari.

Tre tartarughe di terra, una d’acqua, un coniglio, e tre canarini, sono gli animaletti che ho in consegna, o meglio a balia.
Io non sono da animali domestici, ma la lattuga fresca, i pezzetti di mela, i biscottini friabili i pezzettini di gamberetti, e il miglio, sono gli ingredienti quotidiani che ogni giorno preparo e distribuisco. Senza contare il labrador di mio fratello che ogni volta che scende in cortile se non viene trascinato via a forza, si ferma davanti alla mia porta e non si muove fino a quando non esco a dargli un bocconcino goloso.

Domani mattina presto ho un esame clinico da fare, speriamo bene.

Sono felice che sorelle figli e nipoti vadano in vacanza, ma mi mancano, più si allontano da casa più sono in ansia, aspetto le loro telefonate serali, sono l’elisir della buona notte.

Che bello a mezzogiorno siamo solo in tre, che pranzi noiosi.

Teresa

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I libri, possono essere divertenti o tristi, possono annoiarci e sorprenderci ma anche istruirci e informarci, qualche volta ci fanno meditare.
E’ quello che ogni tanto succede a me quando leggendo un libro mi rimane impressa una frase, o un periodo,
Questa volta mi è capitato leggendo il libro - Via XX Settembre - scritto da Simonetta Agnello Hornby.
Di questa autrice ho già letto vari libri tutti molto belli, in uno di questi avevo notato frasi e capitoli che si riferivano alle ricchezze di famiglia già nei secoli passati. Ma non pensavo che i privilegi e l’agiatezza di allora fossero arrivati anche ai nostri tempi.
Trascrivo le parole che più mi hanno impressionato:

Pag. 35 - Nessuno dei parenti aveva impiego o professione: vivevano del reddito delle terre. Molti, come zio Giovanni, avevano perduto i loro possedimenti. Chi per incuria, chi per incapacità, chi era capitato nelle mani di amministratori disonesti, e chi si era goduto la vita spendendo e spandendo senza pensare al futuro. Eppure, nessuno era indigente: c’era sempre una rendita, un lascito, un pezzetto di terra sfuggito al pignoramento, uno stabile in un paese dimenticato. Inoltre, le nostre case erano stipate di belle cose che facevano gola agli antiquari e ai nuovi ricchi creati dalla Regione Siciliana, dal poco del miracolo economico italiano che era arrivato al Sud e dall’enorme massa di denaro a disposizione dei politici e costruttori: quai una nuova classe sociale.
Ed ancora:
Pag. 75 - Il mio bisnonno, chiamato papà Cicì, possedeva latifondi nella Sicilia occidentale; il suo patrimonio era talmente vasto da rendere ricchi tutti e undici i figli, ciascuno dei maschi possedeva abbastanza terra da mantenere nell’agiatezza la propria discendenza con i proventi della campagna senza la preoccupazione di guadagnarsi da vivere, e cosi è stato fino alla riforma agraria del 1950. Non c’era bisogno di studiare e nemmeno di lavorare in casa Agnello….

Sicuramente tante altre famiglie in Italia più o meno nobili hanno basato la loro ricchezza sul lavoro e lo sfruttamento dei contadini, che in cambio ne ricavavano solo l’indispensabile per vivere, sia al nord che al centro e più ancora al sud.
Infatti molti libri raccontano e testimoniano questa realtà.

Il fatto che la nota scrittrice di questi testi, famoso avvocato, ne scriva con tanta naturalezza, mai con un filo di rimprovero o di consapevolezza di godere del lavoro altrui, questo mi meraviglia.
E vero che i dipendenti e la servitù delle loro famiglie in tempi moderni, sono benvoluti e pagati, ma secoli di sfruttamento si possono dimenticare?.

Teresa

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La Lisi e famiglia sono al mare ospiti nella casa della mamma di Mirco, a ogni telefonata che ci scambiavamo, ripetevano l’invito a raggiungerli
Mio marito aveva qualche impegno qui a casa e inoltre non se la sentiva di fare il viaggio in treno, cosi ho deciso di andarci da sola, come già fatto altre volte.
E allora mercoledi mattina consapevole della giornata movimentata che avrei avuto, alle nove sono partita da Calusco in treno verso Bergamo, dove sempre in treno ho raggiunto la stazione centrale di Milano, da li ho poi preso la Frecciarossa per Bologna.
A Bologna nuovo cambio con un regionale, e poi dritta verso Giulianova dove sono arriva con mezz’ora di ritardo, alle sei di sera.
Se mi capita come questa volta, di riuscire a prenotare i posti a sedere vicino al finestrino, il viaggio non mi pesa.
Fornita di un buon libro, di un paio di panini e una bottiglietta d’acqua, le ore sono passate velocemente.

Al mio arrivo la Lisi e i bambini mi aspettavano, contenti e ansiosi di raccontarmi le loro piccole avventure e i progetti per le prossime giornate da passare assieme.
Siamo stati fortunati con il tempo, soleggiato ma non troppo caldo, tante ore passate sulla spiaggia a collaborare nella costruzione di castelli e gallerie e in acqua, anche se non so nuotare, ma il fondale su quella riviera permette di allontanarsi da riva per decine di metri prima che il mare diventi profondo.

Cosi ho potuto seguire i bambini nelle loro esibizioni di bravura in nuotate di ogni stile possibilie e immaginabile.
Pochi giorni, ma intensi.

Pensavo di rientrare a casa sabato pomeriggio sempre in treno, ma mio figlio Daniele che era anche lui al mare, ma a Bellaria con moglie e figlia, mi ha telefonato dicendomi che anche Sofia, voleva che la nonna vedesse come aveva imparato bene a nuotaree fare i tuffi.
Perciò se fossi riuscita a prendere un treno in mattinata, nel primo pomeriggio potevo essere da loro e fermarmi qualche ora.
Poi sarei potuta tornare a casa in macchina con lui, mentre Sofia e la mamma si fermavano ancora qualche giorno n compagni dell’altra nonna.
Cosi ho fatto, alle undici ho preso il treno da Giulianova verso Rimini, il treno è arrivato in ritardo, ho perso la coincidenza verso Bellaria, non avevo voglia di aspettare ancora un’ora in stazione, mi sono informata, e fortunata, ho trovato appena in tempo il tram verso la mia destinazione.
Una ventina di fermate, poco più di 30 minuti, un rapido cambio di abito e alle tre, ero in spiaggia ad ammirare i tuffi di Sofia.

Come programmato, nel tardo pomeriggio Daniele e io, siamo partiti verso casa, dove siamo arrivati alle otto, giusto in tempo per la cena con mio marito.

Ho fatto alcune considerazioni:

I treni sono sempre in ritardo.
Mi piace il mare, specialmente dove gli spazi sono grandi e poco affollati, ma preferisco la montagna.
Vale sempre la pena, anche a costo di fatica, dividere belle esperienze con i nipoti.
Condividere tempo e spazio da sola con un figlio adulto, anche se per poche ore è bello.
Che torno a casa, sempre in tempo per mettermi ai fornelli.

Teresa

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Chi ha rubato l’estate?
Riconfermo che a un’estate calda e afosa ne preferisco una piovosa. Ma non esageratamente piovosa come quella che stiamo vivendo.

Certe sere chiudo le finestre per l’aria fredda portata dai temporali, ma anche perché il cielo nuvoloso e cupo da l’impressione che la sera sia passata velocemente e che sia già iniziata la notte, poi guardo l’orologio e mi accorgo che non sono ancora le nove.
Ed è allora che penso che vivrò un’estate in meno.

Certo i giorni di un anno sono sempre 365, ma questo autunno anticipato mi fa pensare che il 2014 mi ha rubato una stagione.

Potrebbe rimediare un poco un bell’agosto soleggiato, purché mantenga quanto promesso dal proverbio “Agosto rinfresca il bosco”.

Teresa
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Io le cucino cosi:
Zucchine ripiene

Tempo di preparazione mezz’ora, tempo di cottura mezz’ora a forno già caldo a 200°.

Ingredienti di base:

zucchine  almeno una a testa se grande, due se piccole

mezza cipolla

pane e formaggio grattugiati 

un uovo o due a seconda sella quantitò del ripieno da preparare               

un peperone

un paio di cucchiai di passata i pomodoro o sugo di pomodoro

poco prezzemolo

olio o burro

sale, poco, lo metto solo nell’acqua delle zucchine e non nell’impasto perchè tutti gli ingredienti ne contengo già.

La carne può variare, infatti come per le polpette io uso quello che ho in casa, ingredienti ottimi ma messi da parte o avanzati il giorno prima come il lesso o l’ arrosto.
Nel mio frigorifero nei cassetti dei surgelati c’è sempre del prosciutto cotto a fette, pronto per gli involtini, le polpette, i cannelloni o altro, basta toglierlo dai surgelati una decina di minuti prima dell’uso.
Posso aggiungere anche del prosciutto crudo o la mortadella se ne ho in casa, ma non sono indispensabili.

Necessaria per fare un ripieno morbido è una patata lessa, o del purè va bene anche quello istantaneo, che possono essere sostituiti da una carota o da riso lesso o risotto avanzato, ma si possono usare anche tutti e tre gki ingredienti  assieme.

Preparazione:
Lavate le zucchine, tagliatele a metà per lungo, con un cucchiaino togliete la polpa e mettetela da parte.
Fate lessare le zucchine, giusto dieci minuti per ammorbidirle.
Mentre le zucchine cuociono, mettete in padella con un poco di cipolla tritata, metà della polpa di zucchine e se non avete già pronta della carne cotta, potete aggiungervi una bistecca di qualsiasi tipo manzo, tacchino, vitello e fate rosolare qualche minuto.
Scolate le zucchine e adagiatele in una teglia da forno.
Tagliate la carne in pezzetti piccoli, mettetela in una bacinella (o nel frullatore) aggiungete la polpa di zucchine, il pane e il formaggio grattugiato, le due uova le verdure cotte o il riso e frullate.

Io uso il minipimer, lo preferisco al frullatore perché mi piace che l’impasto non sia troppo liscio. L’impasto deve esserre morbido quel tanto che basta per poterlo modellare nel vuoto delle zucchine, se vi sempra troppo asciutto aggiungete semplicemente qualche cucchiaio di acqua.

Il bello di questa ricetta è che non ci sono quantità precise per gli ingredienti, a secondo della quantità del ripieno che si ottiene, le zucchine possono essere più o meno panciute.
Finito di riempire le zucchine, lavate e tagliate il peperone a listarelle e spargetelo a caso nella teglia.
Condite a piacere con dell’olio o con fiocchetti di burro.
Per ultimo In un bicchiere di acqua fate sciogliere la passata o il sugo di pomodoro e versatela sulle zucchine, volendo spolverate con del prezzemolo tritato che colora e profuma.
Mettete nel forno già caldo per circa mezz’ora, e poi a tavola.

A casa mia specialmente d’estate le preparo spesso, piacciono a tutti.

Teresa

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Come far felice un padre, e una madre.
L’altro ieri a mezzogiorno mentre eravamo a tavola, mio marito ha ricordato a Daniele e Lorenzo che c’era ancora in sospeso una cena a base di pesce che gli avevano promesso  un paio di mesi fa. Loro due gli hanno risposto che e lui che a ogni invito rimanda. Ma Daniele ha voluto mantenere la promessa a modo suo, e dato che ieri era a Bergamo per lavoro, prima di tornare a casa è passato in pescheria e non ha badato a spese. Se suo padre voleva mangiare pesce, lui gli avrebbe portato quello che di meglio avrebbe trovato. Cosi mi ha telefonato dicendomi di non preparare niente per cena, mi avrebbe portato lui tutto il necessario, poi mi ha chiamato anche Lorenzo raccomandandomi di far riapparire quella bottiglia di spumante speciale che gli avevano regalato a Natale e tenuta da parte per un’occasione importante, e di metterla in frigorifero. Io la cena l’avevo già pronta, per non deludere i figli, ho preso gli gnocchi appena fatti e li ho portati a Grazia, ho preparato la tavola e aspettato il pesce. Prima è arrivato Daniele con: una aragosta, cinque ostriche, una decina di scampi, pesciolini da friggere e seppioline da fare in umido. Poco dopo è arrivato anche Lorenzo, uscito dall’ufficio eccezionalmente in orario, per aiutarmi a cucinare. Lorenzo si sarebbe occupato delle ostriche e dell’aragosta, io avrei pulito e preparato il resto Non mi dilungo sulla preparazione, ma sul risultato: a mio marito sono state servite le ostriche come antipasto, poi per tutti dei taglioni con il sugo di scampi e pomodorini freschi, come secondo pesciolini e anelli di seppie fritti (di seppie ne ho messe da parte un po che ho fatto ripiene con contorno di piselli oggi), l’aragosta lessata servita su una base di cipolle di Tropea e pomodori tagliati sottili ad anelli (aragosta alla catalana), insalatina di stagione e spinaci al burro, ottimo vino e frutta fresca a volontà.
In tavola a fine cena sono rimaste solo un paio di pesche e un poco di spinaci. Naturalmente era finito anche il vino.
E’ stata una serata molto bella e intima, mancava la Lisi ma per una volta eravamo solo noi quattro, io e i miei uomini.
Teresa
 P.S. Daniele conoscendomi, mi ha preso da parte e mi ha detto:”Non ti preoccupare per la spesa, è costato molto meno di quello che avremmo speso andando al ristorante, e poi vedere papà cosi contento non ha prezzo.

Come far felice un padre, e una madre.

L’altro ieri a mezzogiorno mentre eravamo a tavola, mio marito ha ricordato a Daniele e Lorenzo che c’era ancora in sospeso una cena a base di pesce che gli avevano promesso  un paio di mesi fa. Loro due gli hanno risposto che e lui che a ogni invito rimanda.
Ma Daniele ha voluto mantenere la promessa a modo suo, e dato che ieri era a Bergamo per lavoro, prima di tornare a casa è passato in pescheria e non ha badato a spese.
Se suo padre voleva mangiare pesce, lui gli avrebbe portato quello che di meglio avrebbe trovato.
Cosi mi ha telefonato dicendomi di non preparare niente per cena, mi avrebbe portato lui tutto il necessario, poi mi ha chiamato anche Lorenzo raccomandandomi di far riapparire quella bottiglia di spumante speciale che gli avevano regalato a Natale e tenuta da parte per un’occasione importante, e di metterla in frigorifero.
Io la cena l’avevo già pronta, per non deludere i figli, ho preso gli gnocchi appena fatti e li ho portati a Grazia, ho preparato la tavola e aspettato il pesce.
Prima è arrivato Daniele con: una aragosta, cinque ostriche, una decina di scampi, pesciolini da friggere e seppioline da fare in umido.
Poco dopo è arrivato anche Lorenzo, uscito dall’ufficio eccezionalmente in orario, per aiutarmi a cucinare.
Lorenzo si sarebbe occupato delle ostriche e dell’aragosta, io avrei pulito e preparato il resto
Non mi dilungo sulla preparazione, ma sul risultato: a mio marito sono state servite le ostriche come antipasto, poi per tutti dei taglioni con il sugo di scampi e pomodorini freschi, come secondo pesciolini e anelli di seppie fritti (di seppie ne ho messe da parte un po che ho fatto ripiene con contorno di piselli oggi), l’aragosta lessata servita su una base di cipolle di Tropea e pomodori tagliati sottili ad anelli (aragosta alla catalana), insalatina di stagione e spinaci al burro, ottimo vino e frutta fresca a volontà.

In tavola a fine cena sono rimaste solo un paio di pesche e un poco di spinaci. Naturalmente era finito anche il vino.

E’ stata una serata molto bella e intima, mancava la Lisi ma per una volta eravamo solo noi quattro, io e i miei uomini.

Teresa


P.S. Daniele conoscendomi, mi ha preso da parte e mi ha detto:”Non ti preoccupare per la spesa, è costato molto meno di quello che avremmo speso andando al ristorante, e poi vedere papà cosi contento non ha prezzo.

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Sposi

Come la Sibilla che osservando il volo degli uccelli e il cielo, sapeva fare previsioni per il  futuro, anche io oggi, ricordando il proverbio che dice:”Sposa bagnata sposa fortunata”, e in più calcolando la quantità di acqua caduta oggi e in questi mesi, prevedo che nei prossimi anni le coppie che si sono sposate nel 2014, saranno molto felici e il loro rapporto sarà stabile e duraturo.
Però, anche agli sposi che da qualche parte del mondo, sono riusciti a beccarsi qualche raggio di sole, faccio tantissimi auguri di felicità.
Teresa

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Una bella esperienza.
Un paio di mesi fa Marco e Grazia hanno saputo da un amico che per i ragazzi dai 15 ai 22 anni, sia maschi che femmine, c’é la possibilità di fare una settimana completamente gratuita presso un settore del corpo militare italiano, che potrebbe essere la Croce Rossa, I Pompieri, La Guardia Costiera ecc..
Ne hanno parlato con Mattia che ha subito chiesto loro di fare domanda presso la Guardia Costiera.
Spedito i documenti compresa la pagella dell’anno precedente, genitori e figlio hanno atteso la risposta. che ai primi di giugno è arrivata invitando Mattia a presentarsi a Genova la domenica mattina del 28 giugno.
I genitori lo hanno accompagnato al luogo stabilito per l’incontro dove firmato i documenti, Mattia se ne andato con i militari che erano venuti a prenderlo.
Quella settimana i ragazzi ospiti erano quattro maschi e due femmine  tutti fra i 16 e i 18 anni.

Mattia di questa esperienza ne è ritornato entusiasta, si è trovato bene con i compagni, e meglio ancora con i militari, simpatici e disponibili, che lo hanno subito chiamato “Momento Voyager” per la sua voglia di conoscere e capire ogni cosa.
A ogni ragazzo é stato dato un completo pantaloncini e maglietta con tanto di stemma, per essere riconosciuti nei locali della Capitaneria di Porto e in quelli della Guardia Costiera, dove seguivano le operazioni dei militari ma anche dove mangiavano e avevano le loro camere.
Per Mattia non c’è stato un momento in cui si sia sentito perso o a disagio, anzi ha fatto tante esperienze bellissime, compreso quella di pilotare una motovedetta, di partecipare alle operazioni di controllo del pescato, di salire a bordo e in plancia di una grossa nave militare e di poter conoscere l’Ammiraglio.
Questi sono ricordi belli che lo accompagneranno per tutta la vita, ha già deciso che anche l’anno prossimo farà di nuovo richiesta, e in qualunque posto lo accetteranno è sicuro che l’esperienza positiva si ripeterà.
Teresa

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Detti

Solo una vera tempesta, un’avvenimento che sconvolge sul serio la vita, può far capire a un uomo quanto tempo ha perso a preoccuparsi degli acquazzoni.

La maggior parte degli uomini sono capaci piuttosto di grandi azioni, che di buone azioni.
Charles Louis Montesquieu

I principi sono per l’uomo ciò che sono le radici per gli alberi.
Senza radici gli alberi cadono, quando sono scossi dal vento.
Senza principi, gli uomini cadono quando sono scossi dal vento della vita.
Claudio Garcia

I buoni propositi, hanno la tendenza a ritornarci indietro protestati, come le cambiali.
Paolo Poli