Volevo scrivere...

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Fantasia a merenda

A volte basta poco per rendere una giornata speciale…un barbaThè a merenda, un tramezzino felice, ripieno di prosciutto, o un omino di panpepato farcito di nutella per l’intervallo a scuola!

Lisi

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In buona compagnia

ieri avevo tanta biancheria da stirare, per non deprimermi ho acceso la televisione per guardarmi un film.
Ne ho beccato uno anni 80, una trama semplice, prevedibile, con un pizzico di suspense, ma con dei bravi attori, me lo sono proprio gustato.

Qualche volta un vecchio film, come delle vecchie canzoni oltre a farmi venire un poco di nostalgia, fanno buona compagnia.
Cosi le due ore di stiro, mi sono sembrate un’ora e tre quarti.

Teresa
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Tempo fa ho comprato ad Alice un quadretto da ricamare a mezzo punto. Ogni tanto lei lo toglie dal cassetto e ci dedica una mezz’oretta.
Non è facile perché il filo di lana con sui lavora tende ad aggrovigliarsi per cui procede con cautela….ma prima o poi lo finirà e credo lo vorrà appendere in camera sua.

Vedendo Alice anche Matteo mi ha chiesto di poter ricamare. Ho pensato allora di realizzare con del materiale di recupero che avevo in casa delle Sewing Cards, ovvero delle schede rigide in cui è possibile infilale e sfilare stringhe, nastri o fili di lana.

Costruirle è facile: ho scelto delle immagini, le ho stampate, fatte colorare, incollate ad un cartoncino pesante e poi plastificate con della carta adesiva trasparente.
Ho poi fatto dei piccoli fori lungo il perimetro delle sagome e completato tutto con ago arrotondato e filo di lana.
Per unire l’utile al dilettevole su alcune schede, in prossimità dei buchi, sono abbinate le lettere dell’alfabeto o i numeri da 1 a 20 in modo che Matteo possa provare a memorizzare anche quelli.

Le Sewing Card si possono trovare già pronte (ne ho viste di belle ed economiche da Tiger) ma noi si siamo divertiti a realizzarle e credo sia un modo facile per esercitare la mobilità fine, ed anche per far capire ai bambini il concetto di dentro/fuori/spingere/tirare/infilare/sfilare…

Lisi

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Un libro: Tutto per l’onore scritto da Lapierre Alexandra Editore: Il Saggiatore
Ho appena finito di leggere questo libro che mi è piaciuto molto.  Leggendolo ho imparato molte cose, prima di tutto la geografia dei luoghi raccontati, poi la storia e la cultura dei protagonisti. Quando un libro narra di fatti e uomini realmente esistiti, mi piace approfondire e verificare se quello che ho letto corrisponde al vero. Con internet ora è facile, è bastato cercare il nome di un uomo ed ecco fatto il confronto, il nome è quello dell’Iman Shamil. Il libro e la realtà corrispondono. (Naturalmente essendo passati quasi duecento anni e con l’interpretazione personale della scrittrice, è  possibile che ci possa essere qualche discrepanza)
E’ da un momento preciso della vita dell’ Iman Shamil che parte il racconto. Vi si narra della guerra di religione contro la guerra di invasione.  Della violenza di chi per imporre la propria volontà non si ferma davanti a nulla. Di un figlio dato in ostaggio, Dzemal.Edin, che viene cresciuto e protetto dallo zar Nicola I°. Un figlio che cresce come un russo pur mantenendo la sua religione, e che ha come valore supremo l’onore. Della povertà dei villaggi delle montagne della Georgia e del Caucaso, e la ricchezza della corte russa. Di due culture opposte, ognuna con le proprie regole, le proprie tradizioni, con i suoi vizi e le sue prepotenze.
Nel romanzo non manca una storia d’amore, non sono molte le pagine che descrivono i sentimenti dei protagonisti eppure sono quelle che condizionano la storia e il finale.
Ben scritto, è questo per me vuol dire che è omogeneo, non ha periodi o pagine stentate, descrittivo ma non pignolo, sentimentale quanto basta, interessante e realistico, bisogna dare merito anche di chi ha tradotto in un italiano corretto ma sapendo anche mantenere i sentimenti che la scrittrice voleva esprimere. Ci sono anche due cartine geografiche e il glossario con la spiegazione dei termini in lingua, una cosa in più per apprezzare un buon libro.
Teresa

Un libro: Tutto per l’onore
scritto da Lapierre Alexandra
Editore: Il Saggiatore

Ho appena finito di leggere questo libro che mi è piaciuto molto.
Leggendolo ho imparato molte cose, prima di tutto la geografia dei luoghi raccontati, poi la storia e la cultura dei protagonisti.
Quando un libro narra di fatti e uomini realmente esistiti, mi piace approfondire e verificare se quello che ho letto corrisponde al vero.
Con internet ora è facile, è bastato cercare il nome di un uomo ed ecco fatto il confronto, il nome è quello dell’Iman Shamil.
Il libro e la realtà corrispondono. (Naturalmente essendo passati quasi duecento anni e con l’interpretazione personale della scrittrice, è  possibile che ci possa essere qualche discrepanza)

E’ da un momento preciso della vita dell’ Iman Shamil che parte il racconto.
Vi si narra della guerra di religione contro la guerra di invasione.
Della violenza di chi per imporre la propria volontà non si ferma davanti a nulla.
Di un figlio dato in ostaggio, Dzemal.Edin, che viene cresciuto e protetto dallo zar Nicola I°. Un figlio che cresce come un russo pur mantenendo la sua religione, e che ha come valore supremo l’onore.
Della povertà dei villaggi delle montagne della Georgia e del Caucaso, e la ricchezza della corte russa.
Di due culture opposte, ognuna con le proprie regole, le proprie tradizioni, con i suoi vizi e le sue prepotenze.

Nel romanzo non manca una storia d’amore, non sono molte le pagine che descrivono i sentimenti dei protagonisti eppure sono quelle che condizionano la storia e il finale.

Ben scritto, è questo per me vuol dire che è omogeneo, non ha periodi o pagine stentate, descrittivo ma non pignolo, sentimentale quanto basta, interessante e realistico, bisogna dare merito anche di chi ha tradotto in un italiano corretto ma sapendo anche mantenere i sentimenti che la scrittrice voleva esprimere.
Ci sono anche due cartine geografiche e il glossario con la spiegazione dei termini in lingua, una cosa in più per apprezzare un buon libro.

Teresa

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Dopo la partita Anche quest’anno Alice e Luca sono andati allo stadio per l’ultima partita di campionato, (Chievo-Inter) e Michael Agazzi che non aveva giocato, ma era presente, anche quest’anno ha fatto la foto con loro. Naturalmente Alice tifosa dell’Inter aveva sciarpa della sua squadra al collo e un sorriso un pò tirato visto il risultato della partita, ma Michael è sempre e comunque disponibile specialmente con i bambini. Auguri Michael, per la prossima stagione in rosso nero.
Teresa

Dopo la partita
Anche quest’anno Alice e Luca sono andati allo stadio per l’ultima partita di campionato, (Chievo-Inter) e Michael Agazzi che non aveva giocato, ma era presente, anche quest’anno ha fatto la foto con loro.
Naturalmente Alice tifosa dell’Inter aveva sciarpa della sua squadra al collo e un sorriso un pò tirato visto il risultato della partita, ma Michael è sempre e comunque disponibile specialmente con i bambini.
Auguri Michael, per la prossima stagione in rosso nero.

Teresa

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Gita sul Po
Domenica (in ordine di età) io, Luisa con Gigi, Grazia, Paolo, Cecilia con Cecco, con il gruppo di Pensieri e parole di Ponteranica, in pullman siamo andati a Brescello e poi sul Po.
Questa non era sicuramente un gita con motivazioni artistiche, era semplicemente un giorno di vacanza da passare in buona compagnia.
Poco più di due ore per arrivare, poi la visita al paese, per vedere i luoghi dove si sono svolte le storie dei famosi Don Camillo e Peppone.
La nostra guida ci ha raccontato molti episodi divertenti e curiosi riguardanti Guareschi, i protagonisti i registi e le comparse, i sei film sono stati girati in dieci anni sia a Brescello per gli esterni sia a Cinecittà per gli interni.
Abbiamo visitato anche i due piccoli musei, con molte foto, con alcuni costumi, mezzi di locomozione del tempo dalle bici, al sidecar e il famoso carro armato, locandine e la spiegazione di alcuni trucchi usati nelle riprese, vi era anche una macchina da presa dei primi anni 1950, impressionante quanto era grande.
Poi pranzo in trattoria e di seguito un paio d’ore di navigazione sul Po.
Il comandante del nostro battello, appassionato del suo lavoro, durante il tragitto ci ha dato informazioni tecniche, e notizie sulle alluvioni, ma ci ha anche raccontato episodi della vita quotidiana dei naviganti  dei pescatori e degli abitanti del grande fiume.
Il Po come tutti i fiumi, è ricco di pericoli e sorprese, ma anche di immagini bellissime, secondo il capitano la stagione più bella per fotografare e vedere il fiume e le sue sponde, è l’inverno.
Dopo una sosta per assaggi e compere in una nota fabbrica dolciaria dei dintorni, siamo ripartiti verso Ponteranica.
Naturalmente Luisa e Gigi hanno insistito perché ci fermassimo a cena da loro.
Mi fa sempre piacere andare da Luisa, la sua bella casa è sempre piena di fiori dentro e fuori, inoltre Luisa non mi fa mai tornare a casa senza avermi dato un libro o un vasetto con una piantina verde di quelle che lei riesce a moltiplicare per talea o margotta.
Tutti assieme appassionatamente in una giornata bella e calda, poca spesa 45 euro viaggio e pranzo compresi.

Alla prossima, Teresa

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Sabato mattina.
Il sabato mattina a casa mia si impanano le bistecche, da me perché è più comodo e facile lavorare sul piano di marmo, e poi non brontolo se le briciole vanno per terra.
A Chiara piace molto fare quest’operazione, è diventata una sua esclusiva, ma se arrivano anche i mie nipoti, la cosa diventa un lavoro a catena.
C’è chi sala le fettine di tacchino, fesa di vitello o lonza di maiale, (tre tipi di carne per accontentare tutti) chi passa la carne nelle uova, chi nel pane grattugiato.
Da noi il pane avanzato viene grattugiato, e non sempre basta.
Due bistecche a testa per la famiglia di Grazia, almeno cinque per quella della Lisi, poi ci sono quelle per i miei uomini, ma ne preparo sempre alcune in più per chi vuole fare il bis a cena.
Ci sono anche quelle per mio fratello Paolo che spesso anche lui scende dal piano di sopra con la carne da preparare e friggere.
Grazia si cuoce le sue, le rimanenti le cuocio io per tutti. (Dicono che in casa mia non rimane l’odore di fritto)

Con un piattone di insalata o pomodori o patate lesse di contorno, con un poco di maionese per i più golosi, ma anche semplicemente messe in un panino per chi va di fretta.
E’ una preparazione che piace a tutti, calde o fredde le bistecche impanate sono sempre buone.
Teresa

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Io le cucino cosi: Quaglie in padella per due persone

Ingredienti:
Quattro quaglie
Pancetta un etto
Burro o olio
Un cucchiaio di farina bianca
Un bicchiere di vino bianco secco
Salvia rosmarino
Aglio
Sale e pepe
Tempo di preparazione: cinque minuti
Tempo di cottura: un’ora e un quarto

Le quaglie sono già eviscerate, perciò basta lavarle, poi si mette all’interno di ognuna, un poco di pancetta un rametto di rosmarino e una foglia di salvia, se vi piace un sapore più forte anche uno spicchio d’aglio, salate e pepate.
In una padella, io ne uso una di coccio, mettete quattro cucchiai di olio, adagiatevi sopra le quaglie e su ognuna mettete un poco di pancetta e una nocciolina di burro.
Fate rosolare a fuoco vivace per una mezz’ora, poi aggiungete il vino, lasciate evaporate poi abbassate la fiamma, mettete il coperchio e continuate la cottura per un’altra mezz’ora, controllate spesso che non attacchino al fondo, se necessario aggiungete un poco di acqua.
In quest’ora si saranno cotte, ora bisogna fargli prendere un bel colore, aggiungete la farina, per far addensare il sugo di cottura e glassare la carne, fate rosolare una decina di minuti poi saranno pronte.
Ottime con la polenta, o con il puré  le spinaci al burro e tutto quello che vi piace.
Teresa

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Cardinale Roncalli - Papa Giovanni XXIII°


Nostro padre conosceva bene l’allora Cardinale di Venezia, Angelo Roncalli, futuro Santo Papa Giovanni XXIII*, ho avuto anche io la fortuna di vederlo e stargli vicino nelle funzioni religiose o processioni, quando varie volte venne a Calusco invitato ad alcune feste e inaugurazioni importanti.
Ma il papà ci raccontava spesso del viaggio che nel 1954 allora sindaco di Calusco, organizzò per tutti i dipendenti comunali e loro famigliari a Venezia. Il Cardinal Roncalli saputo di questo viaggio, invitò tutto il gruppo nella sua abitazione, felice di poter ospitare per alcune ore i suoi quasi compaesani.

E raccontava anche di quando il Cardinal Roncalli tornava a Sotto il Monte dai suoi parenti, e non mancava mai di venire a Calusco a trovare il nostro parroco di allora Don Motta, che era stato suo compagno di seminario, dal quale si fermava a pranzo, o di quando andava a far visita ai frati di Baccanello.

In queste occasioni il Cardinale aveva piacere e chiedeva che ci fosse anche nostro padre.

Allora noi bambini non davamo importanza a queste cose, poi col passar del tempo abbiamo capito che nostro padre nella sua semplicità era apprezzato da una persona cosi importante, ora ne siamo orgogliosi, ed è per questo che ho voluto mostrare alcune delle foto di famiglia.

Teresa

Nella prima fotografia, scattata  nel convento di Baccanello, nostro padre è il primo alla destra del Cardinale, nelle altre due il gruppo di Calusco a Venezia, nell’ultima foto a Calusco papà riceve il Cardinale davanti alla chiesa.

Teresa

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Matteo
La settimana scorsa Matteo era raffreddato perciò non è andato alla scuola materna, ha passato tre giorni da me.
La lettura di qualche favola, qualche puzzle (è velocissimo a comporli) un poco di costruzioni, qualche disegno, e anche qualche cartone.
Però ci piace anche cantare e recitare filastrocche, Matteo che non si ricordava le parole di una canzoncina che gli piace  molto, mi ha suggerito di cercarla sul computer.
Infatti ho subito trovato ciò che voleva, una musica facile e delle parole in rima, che posso cantare anche io che sono molto stonata.

Alla fine per gioco ho allungato la canzoncina inventando altre parole ancora in rima, ma con un finale fortunato.
Matteo allora mi ha detto:”Nonna - in fondo - tu gli vuoi bene.”
Ho capito a cosa si riferiva, ma gli ho chiesto:”Matteo a chi voglio bene ?”
E lui tutto contento mi ha risposto “Ma ai pirati nonna!.”

Come non volere un poco di bene a:

Quattro pirati del mar dei Sargassi, 
hanno una zattera fatta di assi, 
vanno remando dicono loro alla cerca di un grande tesoro
però, uno è alto, uno è basso, uno è zoppo, e il quarto ha la benda sull’occhio, 
vanno remando dicono loro alla cerca di un grande tesoro.

Matteo, che tesoro di bambino.

Teresa

Matteo
La settimana scorsa Matteo era raffreddato perciò non è andato alla scuola materna, ha passato tre giorni da me.
La lettura di qualche favola, qualche puzzle (è velocissimo a comporli) un poco di costruzioni, qualche disegno, e anche qualche cartone.
Però ci piace anche cantare e recitare filastrocche, Matteo che non si ricordava le parole di una canzoncina che gli piace molto, mi ha suggerito di cercarla sul computer.
Infatti ho subito trovato ciò che voleva, una musica facile e delle parole in rima, che posso cantare anche io che sono molto stonata.

Alla fine per gioco ho allungato la canzoncina inventando altre parole ancora in rima, ma con un finale fortunato.
Matteo allora mi ha detto:”Nonna - in fondo - tu gli vuoi bene.”
Ho capito a cosa si riferiva, ma gli ho chiesto:”Matteo a chi voglio bene ?”
E lui tutto contento mi ha risposto “Ma ai pirati nonna!.”

Come non volere un poco di bene a:

Quattro pirati del mar dei Sargassi,
hanno una zattera fatta di assi,
vanno remando dicono loro alla cerca di un grande tesoro
però, uno è alto, uno è basso, uno è zoppo, e il quarto ha la benda sull’occhio,
vanno remando dicono loro alla cerca di un grande tesoro.

Matteo, che tesoro di bambino.

Teresa