Volevo scrivere...

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Frasi sentite in casa, in questi giornii:


Mamma Giuseppina a sua figlia Francesca: “Francesca valorizzati le gambe, coprile!.

Chiara sta studiando geografia a voce alta. Suo fratello Mattia che ascolta, le da un consiglio “Chiara quando  un professore ti chiede cosa si coltiva principalmente in questo stato?” tu qualsiasi nazione sia rispondi sempre:” Barbabietole da zucchero, sta tranquilla che non sbaglierai mai”.

Nonno Eugenio purtroppo fuma, perciò preferisce indossare camicie sportive che hanno la tasca in alto a sinistra, dove mette il pacchetto di sigarette.
Ieri mamma Lisi stava provando una camicia nuova al piccolo Matteo.
Matteo si è guardato alla specchio e si è accorto che la camicina oltre alle maniche corte aveva anche il taschino, allora ha chiesto alla mamma:” Mamma questa è una camicia di quando era piccolo il nonno, e fumava già?”.

Teresa

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Ricordi Ogni anno il 2 giugno, mio marito ricorda e racconta: Il 2 giugno di (quest’anno sono 47 anni fa), io ero a Roma a fare il militare come allievo Sottufficiale dei Carabinieri. La mia compagnia era stata scelta per fare la sfila per la Festa della Repubblica per le vie di Roma e ai Fori Imperiali davanti al Presidente, indossavamo l’uniforme di gala o alta uniforme, con tanto di cappello con pennacchio rosso e blu. Inoltre eravamo tutti bei ragazzi (vero), le ragazze ci sorridevano e ci guardavano con ammirazione. Eravamo pronti già alle quattro del mattino, siamo tornati in caserma la sera, stanchi affamati e felici. Che bei ricordi! Io ho visto solo una volta l’allora non ancora mio marito, in alta uniforme con il pennacchio, e sinceramente mi ha fatto un po ridere, non sono mai stata affascinata dalle divise, a parte quella usata molti anni dopo per la sua professione di imbianchino. Teresa .

Ricordi
Ogni anno il 2 giugno, mio marito ricorda e racconta:
Il 2 giugno di (quest’anno sono 47 anni fa), io ero a Roma a fare il militare come allievo Sottufficiale dei Carabinieri.
La mia compagnia era stata scelta per fare la sfila per la Festa della Repubblica per le vie di Roma e ai Fori Imperiali davanti al Presidente, indossavamo l’uniforme di gala o alta uniforme, con tanto di cappello con pennacchio rosso e blu.
Inoltre eravamo tutti bei ragazzi (vero), le ragazze ci sorridevano e ci guardavano con ammirazione.
Eravamo pronti già alle quattro del mattino, siamo tornati in caserma la sera, stanchi affamati e felici.
Che bei ricordi!
Io ho visto solo una volta l’allora non ancora mio marito, in alta uniforme con il pennacchio, e sinceramente mi ha fatto un po ridere, non sono mai stata affascinata dalle divise, a parte quella usata molti anni dopo per la sua professione di imbianchino.
Teresa
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Festa della Repubblica

Dal giornale La Repubblica di oggi 2 Giugno 2014


La Festa della Repubblica è la ricorrenza celebrata in Italia il 2 giugno di ogni anno in occasione dell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, gli italiani scelsero tra repubblica e monarchia come forma istituzionale dello Stato, dopo la fine del regime fascista a lungo appoggiato dalla famiglia regnante. I risultati ufficiali di quel voto, che per la prima volta nella storia italiana avvenne a suffragio universale, furono annunciati il 18 giugno 1946: 12.718.641 di italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. In seguito a questi risultati, il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana.
Nel nord Italia la repubblica vinse in quasi tutti i centri urbani principali, mentre al sud il voto fu quasi ovunque prevalente per la monarchia (a Napoli 900 mila voti per la monarchia contro neppure 250 mila per la repubblica; a Palermo quasi 600 mila contro 380 mila); a Roma i voti per la monarchia furono più di quelli per la repubblica, di poco (circa 30 mila schede).

Cosa è per me la Repubblica:
non è la dittatura o tirannide = potere acquisito e mantenuto con la violenza
non è l’oligarchia = potere a favore di pochi
non è la monarchia = potere in mano al re
non è l’anarchia = assenza di capi
non è sicuramete un’ altra ventina di forme di governo, che non garantiscono la libertà.
Secondo me è (o dovrebbe essere) in poche parole, la forma più libera e più semplice con cui il cittadino sceglie direttamente chi lo governerà.
E’ un’utopia? Ognuno tragga le sue conclusioni.
Anche se le Repubbliche odierne o meglio le persone che sono state elette per per guidare, formare, lavorare per lo Stato a cui appartengono, spesso lavorano più per i profitti di partito o personali, ringrazio Dio di appartenere ad un Paese dove  vige la Repubblica e rendo onore agli uomini e donne che hanno lottato sofferto e sono morti per questa idea, questo sogno che oggi è realtà.
Teresa

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Io ho!
Ieri pomeriggio, mentre camminavo con Marilena sulle stradine e i sentieri dei nostri boschi, ho fatto una riflessione sulla mia prossima vecchiaia.

Tutto è nato dalla frase che Marilena ha detto: Peccato che quest’anno non siamo riuscite a fare il nostro solito viaggio, l’anno prossimo non dobbiamo lasciar perdere per nessun motivo, non possiamo permetterci di rimandare le cose che ci piacciono il tempo non si ferma, passa.
Poi la Marilena che è saggia, insiste e mi dice che a questo punto della nostra vita per non aver rimpianti, dobbiamo dedicare un po più di tempo a noi stesse.
Questa frase che ultimamente ripete spesso, mi ha fatto pensare che fra poco compirò 64 anni. Sono nell’autunno della vita.
E proprio quando stavamo passando nelle vicinanze del cimitero e mandavo un saluto a papà e mamma, ho riflettuto sul mio passato, infanzia: nonni e collegio, adolescenza: lavoro e preoccupazioni, giovinezza: matrimonio responsabilità, maturità: impegnoe e aiuto ai genitori.
Poi mi sono detta che è inutile pensare al passato rivendicando cose non fatte o cose che ho vissuto, cosa contava di più, cosa volevo veramente dalla mia vita?
Volevo sposarmi con il ragazzo che amavo, fatto.

Volevo dei figli sani intelligenti belli e buoni, fatto.                             

Volevo una casa, fatto.

Volevo nei miei limiti, aiutare i miei genitori, fatto.

Volevo dei nipoti, li ho, e sono meravigliosi.

Volevo viaggiare, fatto.

Volevo l’affetto dei miei famigliari e tanto amore intorno a me, ce l’ho.
Volevo qualche amica sincera, ce l’ho.

Non ho mai avuto l’agiatezza, tante cose belle che ho fatto, prima le ho desiderate e poi conquistate, ma è cosi che mi piace.

Volevo, voglio, non troppo, non miro troppo in alto, in fin dei conti le cose belle e importanti le ho avute.

Ora vorrei una vecchiaia serena e autonoma, speriamo, per ora… avanti tutta che la vita è bella.

Teresa

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Fantasia a merenda

A volte basta poco per rendere una giornata speciale…un barbaThè a merenda, un tramezzino felice, ripieno di prosciutto, o un omino di panpepato farcito di nutella per l’intervallo a scuola!

Lisi

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In buona compagnia

ieri avevo tanta biancheria da stirare, per non deprimermi ho acceso la televisione per guardarmi un film.
Ne ho beccato uno anni 80, una trama semplice, prevedibile, con un pizzico di suspense, ma con dei bravi attori, me lo sono proprio gustato.

Qualche volta un vecchio film, come delle vecchie canzoni oltre a farmi venire un poco di nostalgia, fanno buona compagnia.
Cosi le due ore di stiro, mi sono sembrate un’ora e tre quarti.

Teresa
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Tempo fa ho comprato ad Alice un quadretto da ricamare a mezzo punto. Ogni tanto lei lo toglie dal cassetto e ci dedica una mezz’oretta.
Non è facile perché il filo di lana con sui lavora tende ad aggrovigliarsi per cui procede con cautela….ma prima o poi lo finirà e credo lo vorrà appendere in camera sua.

Vedendo Alice anche Matteo mi ha chiesto di poter ricamare. Ho pensato allora di realizzare con del materiale di recupero che avevo in casa delle Sewing Cards, ovvero delle schede rigide in cui è possibile infilale e sfilare stringhe, nastri o fili di lana.

Costruirle è facile: ho scelto delle immagini, le ho stampate, fatte colorare, incollate ad un cartoncino pesante e poi plastificate con della carta adesiva trasparente.
Ho poi fatto dei piccoli fori lungo il perimetro delle sagome e completato tutto con ago arrotondato e filo di lana.
Per unire l’utile al dilettevole su alcune schede, in prossimità dei buchi, sono abbinate le lettere dell’alfabeto o i numeri da 1 a 20 in modo che Matteo possa provare a memorizzare anche quelli.

Le Sewing Card si possono trovare già pronte (ne ho viste di belle ed economiche da Tiger) ma noi si siamo divertiti a realizzarle e credo sia un modo facile per esercitare la mobilità fine, ed anche per far capire ai bambini il concetto di dentro/fuori/spingere/tirare/infilare/sfilare…

Lisi

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Un libro: Tutto per l’onore scritto da Lapierre Alexandra Editore: Il Saggiatore
Ho appena finito di leggere questo libro che mi è piaciuto molto.  Leggendolo ho imparato molte cose, prima di tutto la geografia dei luoghi raccontati, poi la storia e la cultura dei protagonisti. Quando un libro narra di fatti e uomini realmente esistiti, mi piace approfondire e verificare se quello che ho letto corrisponde al vero. Con internet ora è facile, è bastato cercare il nome di un uomo ed ecco fatto il confronto, il nome è quello dell’Iman Shamil. Il libro e la realtà corrispondono. (Naturalmente essendo passati quasi duecento anni e con l’interpretazione personale della scrittrice, è  possibile che ci possa essere qualche discrepanza)
E’ da un momento preciso della vita dell’ Iman Shamil che parte il racconto. Vi si narra della guerra di religione contro la guerra di invasione.  Della violenza di chi per imporre la propria volontà non si ferma davanti a nulla. Di un figlio dato in ostaggio, Dzemal.Edin, che viene cresciuto e protetto dallo zar Nicola I°. Un figlio che cresce come un russo pur mantenendo la sua religione, e che ha come valore supremo l’onore. Della povertà dei villaggi delle montagne della Georgia e del Caucaso, e la ricchezza della corte russa. Di due culture opposte, ognuna con le proprie regole, le proprie tradizioni, con i suoi vizi e le sue prepotenze.
Nel romanzo non manca una storia d’amore, non sono molte le pagine che descrivono i sentimenti dei protagonisti eppure sono quelle che condizionano la storia e il finale.
Ben scritto, è questo per me vuol dire che è omogeneo, non ha periodi o pagine stentate, descrittivo ma non pignolo, sentimentale quanto basta, interessante e realistico, bisogna dare merito anche di chi ha tradotto in un italiano corretto ma sapendo anche mantenere i sentimenti che la scrittrice voleva esprimere. Ci sono anche due cartine geografiche e il glossario con la spiegazione dei termini in lingua, una cosa in più per apprezzare un buon libro.
Teresa

Un libro: Tutto per l’onore
scritto da Lapierre Alexandra
Editore: Il Saggiatore

Ho appena finito di leggere questo libro che mi è piaciuto molto.
Leggendolo ho imparato molte cose, prima di tutto la geografia dei luoghi raccontati, poi la storia e la cultura dei protagonisti.
Quando un libro narra di fatti e uomini realmente esistiti, mi piace approfondire e verificare se quello che ho letto corrisponde al vero.
Con internet ora è facile, è bastato cercare il nome di un uomo ed ecco fatto il confronto, il nome è quello dell’Iman Shamil.
Il libro e la realtà corrispondono. (Naturalmente essendo passati quasi duecento anni e con l’interpretazione personale della scrittrice, è  possibile che ci possa essere qualche discrepanza)

E’ da un momento preciso della vita dell’ Iman Shamil che parte il racconto.
Vi si narra della guerra di religione contro la guerra di invasione.
Della violenza di chi per imporre la propria volontà non si ferma davanti a nulla.
Di un figlio dato in ostaggio, Dzemal.Edin, che viene cresciuto e protetto dallo zar Nicola I°. Un figlio che cresce come un russo pur mantenendo la sua religione, e che ha come valore supremo l’onore.
Della povertà dei villaggi delle montagne della Georgia e del Caucaso, e la ricchezza della corte russa.
Di due culture opposte, ognuna con le proprie regole, le proprie tradizioni, con i suoi vizi e le sue prepotenze.

Nel romanzo non manca una storia d’amore, non sono molte le pagine che descrivono i sentimenti dei protagonisti eppure sono quelle che condizionano la storia e il finale.

Ben scritto, è questo per me vuol dire che è omogeneo, non ha periodi o pagine stentate, descrittivo ma non pignolo, sentimentale quanto basta, interessante e realistico, bisogna dare merito anche di chi ha tradotto in un italiano corretto ma sapendo anche mantenere i sentimenti che la scrittrice voleva esprimere.
Ci sono anche due cartine geografiche e il glossario con la spiegazione dei termini in lingua, una cosa in più per apprezzare un buon libro.

Teresa

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Dopo la partita Anche quest’anno Alice e Luca sono andati allo stadio per l’ultima partita di campionato, (Chievo-Inter) e Michael Agazzi che non aveva giocato, ma era presente, anche quest’anno ha fatto la foto con loro. Naturalmente Alice tifosa dell’Inter aveva sciarpa della sua squadra al collo e un sorriso un pò tirato visto il risultato della partita, ma Michael è sempre e comunque disponibile specialmente con i bambini. Auguri Michael, per la prossima stagione in rosso nero.
Teresa

Dopo la partita
Anche quest’anno Alice e Luca sono andati allo stadio per l’ultima partita di campionato, (Chievo-Inter) e Michael Agazzi che non aveva giocato, ma era presente, anche quest’anno ha fatto la foto con loro.
Naturalmente Alice tifosa dell’Inter aveva sciarpa della sua squadra al collo e un sorriso un pò tirato visto il risultato della partita, ma Michael è sempre e comunque disponibile specialmente con i bambini.
Auguri Michael, per la prossima stagione in rosso nero.

Teresa

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Gita sul Po
Domenica (in ordine di età) io, Luisa con Gigi, Grazia, Paolo, Cecilia con Cecco, con il gruppo di Pensieri e parole di Ponteranica, in pullman siamo andati a Brescello e poi sul Po.
Questa non era sicuramente un gita con motivazioni artistiche, era semplicemente un giorno di vacanza da passare in buona compagnia.
Poco più di due ore per arrivare, poi la visita al paese, per vedere i luoghi dove si sono svolte le storie dei famosi Don Camillo e Peppone.
La nostra guida ci ha raccontato molti episodi divertenti e curiosi riguardanti Guareschi, i protagonisti i registi e le comparse, i sei film sono stati girati in dieci anni sia a Brescello per gli esterni sia a Cinecittà per gli interni.
Abbiamo visitato anche i due piccoli musei, con molte foto, con alcuni costumi, mezzi di locomozione del tempo dalle bici, al sidecar e il famoso carro armato, locandine e la spiegazione di alcuni trucchi usati nelle riprese, vi era anche una macchina da presa dei primi anni 1950, impressionante quanto era grande.
Poi pranzo in trattoria e di seguito un paio d’ore di navigazione sul Po.
Il comandante del nostro battello, appassionato del suo lavoro, durante il tragitto ci ha dato informazioni tecniche, e notizie sulle alluvioni, ma ci ha anche raccontato episodi della vita quotidiana dei naviganti  dei pescatori e degli abitanti del grande fiume.
Il Po come tutti i fiumi, è ricco di pericoli e sorprese, ma anche di immagini bellissime, secondo il capitano la stagione più bella per fotografare e vedere il fiume e le sue sponde, è l’inverno.
Dopo una sosta per assaggi e compere in una nota fabbrica dolciaria dei dintorni, siamo ripartiti verso Ponteranica.
Naturalmente Luisa e Gigi hanno insistito perché ci fermassimo a cena da loro.
Mi fa sempre piacere andare da Luisa, la sua bella casa è sempre piena di fiori dentro e fuori, inoltre Luisa non mi fa mai tornare a casa senza avermi dato un libro o un vasetto con una piantina verde di quelle che lei riesce a moltiplicare per talea o margotta.
Tutti assieme appassionatamente in una giornata bella e calda, poca spesa 45 euro viaggio e pranzo compresi.

Alla prossima, Teresa