Volevo scrivere...

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Notizie e curiosità sugli Airoldi
Fra gli Airoldi non poteva mancare un poeta, ecco cosa ho trovato:
 Collane  Arte e Vita  ALBERTO AIROLDI - Poesie scelte
a cura di Giorgio Mauri ALBERTO AIROLDI - Poesie scelte
 Alberto Airoldi, nato a Milano nel 1893 e vissuto a Erba ove morì nel 1977, è considerato “ il poeta della Brianza”. A questa terra e alla sua gente ha dedicato moltissime poesie in vernacolo che ora, per la prima volta, vengono raccolte in volume a cura di Emilio Mauri.

Teresa

Notizie e curiosità sugli Airoldi

Fra gli Airoldi non poteva mancare un poeta, ecco cosa ho trovato:


Collane  Arte e Vita  ALBERTO AIROLDI - Poesie scelte

a cura di Giorgio Mauri
ALBERTO AIROLDI - Poesie scelte


Alberto Airoldi, nato a Milano nel 1893 e vissuto a Erba ove morì nel 1977, è considerato “ il poeta della Brianza”. A questa terra e alla sua gente ha dedicato moltissime poesie in vernacolo che ora, per la prima volta, vengono raccolte in volume a cura di Emilio Mauri.

Teresa

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Luisa e Roberto

Luisa per il compleanno di Grazia ha fatto un’altra delle sue belle opere, un pannello in ceramica, incollato su vetro in modo da poter  essere appeso, raffigurante una veduta di Monterosso in Liguria.
Nella foto non si possono vedere i particolarti, come i rampicanti sui portoni, i fiori sui davanzali, la profondità dei carrugi, le tende alle finestre, e tante altre caratteristiche proprie del paese.

Per Luisa fare questi pannelli, richiede molto tempo e lavoro, ma sono la sua passione.
A Grazia ma anche a tutti noi è piaciuto molto, io mi sono già prenotata per averne uno, devo solo decidere quale paesaggio scegliere tra i tanti bellissimi d’Italia.

Roberto, dopo 12 anni ha mantenuto la sua promessa.
Infatti quando Grazia era incinta di Chiara, ma non sapeva ancora che sarebbe nata una femmina, Roberto le aveva promesso che se fosse nata una bambina, le avrebbe costruito una casetta delle bambole.
Ne aveva già fatto una che aveva regalato a mia figlia Lisi, più di trenta anni fa, bella ma di tutt’altro tipo, più rustica.

Casetta che per anni è stata usata per i giochi di Lisi con le cugine, ed ora in uso anche per i giochi di sua figlia Alice.

Per Chiara invece aveva deciso di costruirne una con i mobili perfettamente in scala, e con ogni oggetto  e particolare fatto a mano. Dalle piastrelle del pavimento agli utensili della cucina, dalle lampade ai libri sugli scaffali, tutto rigorosamente fatto da lui.
Per questo ci ha messo anni per mantenere la promessa, ma anche perchè nel frattempo Roberto si è dedicato ad altre passioni, come la pittura, o la costruzione di modellini di antiche navi o di un plastico con trenino.

Nelle fotografie si possono vedere: il pannello di Luisa (fotografato  nel momento della consegna a Grazia, ancora con la plastica di protezione), e due degli interni della casetta di bambole, più l’ ultimo quadro dipinto di Roberto.

Teresa

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Gioventù degli anni che furono.

Walter è ragazzo, molto amico di mio figlio Lorenzo, ma è anche amico di tutta la famiglia, ieri ha scritto questi ricordi di gioventù su facebook, ricordi  che voglio riportare anche sul blog perchè in queste righe ha racchiuso il modo di vivere dei bambini e ragazzi degli anni 70/80.
Era una vita diversa, sicuramente più libera per i ragazzi, in giro c’era molto meno traffico, ci si conosceva tutti, ma è anche vero che i ragazzi sapevano gestirsi da soli.

Walter Scotti ha pubblicato qualcosa in Sei di Calusco d’Adda Se…

Walter Scotti 20 febbraio 22.35.20
COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE NOI BAMBINI DEGLI ANNI 50 - 60 - 70 - 80 ?

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla
bottiglia dell’acqua minerale…
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile .
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il
pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di
nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi ,
televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby
surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet
… Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa
dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza
bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto?
Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano
delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti
per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere?
E a crescere e diventare grandi?
Se appartieni a questa generazione, condividi questo post con i tuoi conoscenti della tua stessa generazione…. e anche con gente più giovane perché sappiano come eravamo noi prima!

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21 Febbraio, compleanno Lisi
Domani mia figlia compie 40 anni, da mamma mi piace dire che non li dimostra fisicamente, mentre ne dimostra la maturità e la saggezza nel suo essere mamma moglie e figlia. A 40 anni si è nel pieno della vita, ma lei della giovinezza ha saputo trattenere l’allegria, la curiosità, l’energia e l’immagine, nonostante l’impegno e la fatica che ci mette nel far crescere tre figli. Non che non abbia difetti, ma lei è proprio la figlia che sognavo d’avere. Elisabetta mantieni sempre il tuo sorriso e la tua caparbietà, che danno una spinta anche a noi. Tanti tanti auguri, da mamma e papà.

21 Febbraio, compleanno Lisi

Domani mia figlia compie 40 anni, da mamma mi piace dire che non li dimostra fisicamente, mentre ne dimostra la maturità e la saggezza nel suo essere mamma moglie e figlia.
A 40 anni si è nel pieno della vita, ma lei della giovinezza ha saputo trattenere l’allegria, la curiosità, l’energia e l’immagine, nonostante l’impegno e la fatica che ci mette nel far crescere tre figli.
Non che non abbia difetti, ma lei è proprio la figlia che sognavo d’avere.
Elisabetta mantieni sempre il tuo sorriso e la tua caparbietà, che danno una spinta anche a noi.
Tanti tanti auguri, da mamma e papà.

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Io le cucino cosi: Polpette al pomodoro

Ingredienti per 4/5 persone

4 etti di manzo macinato
2 uova
un pane rosetta messa ad ammollare in un poco di latte o circa un etto di pane grattugiato
un etto di parmigiano grattugiato
sale e pepe
uno spicchio d’aglio
un dado di carne
un vasetto di sugo di pomodoro già pronto meglio se fatto in casa
oppure una scatola di pomodori a pezzi o della passata di pomodoro, in questo caso però aggiungete anche qualche fettina di cipolla tagliata sottile.
mezzo bicchiere di vino bianco
farina bianca per infarinare le polpette

Preparazione 5 minuti

Cottura circa un’ora

Mette il pane nel latte, può andar bene anche il pane grattugiato, appena si è ammorbidito unitelo alla carne trita, aggiungete le due uova e il formaggio grattugiato, salate poco e pepate.
Date una prima mescolata con la forchette, poi usate le mani per amalgamare bene il tutto.
Formate poi delle polpette grosse all’ incirca come un mandarino e passatele nella farina bianca.
In una padella mettete dell’olio o del burro con lo spicchio d’aglio, aggiungete le polpette e fate rosolare piano piano per qualche minuto, versate poi il vino bianco.
Appena il vino si è asciugato aggiungete il sugo o la passata di pomodoro e il dado, lasciate cuocere a fuoco medio/basso per circa un’ora.
Controllate spesso che le polpette non si attacchino al fondo della padella e che il sugo non si asciughi troppo.
La densità del sugo va a piacere, potete lasciarlo un poco più liquido o farlo restringere di più.
Per dare un tocco in più si può aggiungere del basilico o dell’origano ma anche del peperoncino.
E’ un piatto semplicissimo ma che piace a grandi e piccoli.
Ai piccoli piace con il puré, ai grandi con qualsiasi verdura cotta o cruda.
Teresa

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Felicità è:
essere in Val d’Ega a Nova Ponenete, in quindici tra zii e nipoti sette adulti e otto tra ragazzi e bambini
è una giornata di sole stupendo e altre due nuvolose ma non fredde
è sciare su una pista di neve bellissima tutta per loro, di giochi e di slittini, ma anche di merende alla malga Lupicinio di pomeriggi in piscina e cene allo Sportcenter.

Panorami, sport, buona compagnia, giochi e abbuffate, se questa non è felicità!!

Anche se invitata, purtroppo io non c’ero, troppo male al braccio.

Teresa

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Masterchef

Piove e mio marito passa molto tempo in casa, si annoia non sa cosa fare.
Cosi mi è venuto la bella idea di insegnargli a cucinare.
Ho incominciato con una della cose che piace di più ai nostri nipoti, il risotto allo zafferano.
Devo dire che dopo un paio di lezioni in cui dovevo stargli vicino e guidarlo passo a passo nella preparazione della ricetta, ora ha quasi imparato.
Preciso che in queste settimane abbiamo fatto il risotto giallo più spesso del solito, fino a che i nipoti non si stancheranno andremo avanti cosi, per lui è una soddisfazione si sente utile, e poi in cambio del mio aiuto mi svuota la lavastoviglie, cosa che mai aveva fatto prima.
Naturalmente oggi mi ha già detto che se la Lysi e famiglia questa sera verranno a cena da noi, lui preparerà il risotto allo zafferano.

P.S: meglio che gli insegni al più presto qualche variante

Teresa

Masterchef

Piove e mio marito passa molto tempo in casa, si annoia non sa cosa fare.
Cosi mi è venuto la bella idea di insegnargli a cucinare.
Ho incominciato con una della cose che piace di più ai nostri nipoti, il risotto allo zafferano.
Devo dire che dopo un paio di lezioni in cui dovevo stargli vicino e guidarlo passo a passo nella preparazione della ricetta, ora ha quasi imparato.
Preciso che in queste settimane abbiamo fatto il risotto giallo più spesso del solito, fino a che i nipoti non si stancheranno andremo avanti cosi, per lui è una soddisfazione si sente utile, e poi in cambio del mio aiuto mi svuota la lavastoviglie, cosa che mai aveva fatto prima.
Naturalmente oggi mi ha già detto che se la Lysi e famiglia questa sera verranno a cena da noi, lui preparerà il risotto allo zafferano.

P.S: meglio che gli insegni al più presto qualche variante

Teresa

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Dovere e piacere
Domenica scorsa sono andata di nuovo al pronto soccorso, da alcuni giorni avevo un forte dolore al braccio destro, ma quel giorno nonostante gli antidolorifici e antiifiammatori, non ne potevo proprio più, il dolore era insopportabile
Dopo alcune ore di attesa finalmente la visita, i raggi e il responso, la cuffia della spalla consumata, diverse calcificazioni, e peggio anche il tendine consumato.
Dopo una settimana non ho risolto molto nonostante continui a prendere i farmaci, anche perché il braccio destro devo usarlo comunque.
Proverò a rivolgermi ad un fisiatra e fare le cure del caso.
Strano ma la cosa che mi piace di più fare è anche quella che mi causa più male, ed è usare il mouse.
Ma se devo usare il braccio per le faccende domestiche, voglio usarlo anche per quello che mi diverte di più, perciò nel limite del sopportabile continuerò a scrivere.
Teresa

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Dopo più di vent’anni di onorato servizio la macchinetta per provare la pressione ci ha lasciato.
Siccome era un regalo di Damiano, arrivata direttamente a casa nostra, dagli Stati Uniti, (A quei tempi forse c’erano già anche in Italia ma erano costosissime) devo chiedergli se per caso era ancora in garanzia.
Perché in tal caso bisognerebbe  che lui provvedesse perché venga sostituita con una nuova.
Teresa

Dopo più di vent’anni di onorato servizio la macchinetta per provare la pressione ci ha lasciato.
Siccome era un regalo di Damiano, arrivata direttamente a casa nostra, dagli Stati Uniti, (A quei tempi forse c’erano già anche in Italia ma erano costosissime) devo chiedergli se per caso era ancora in garanzia.
Perché in tal caso bisognerebbe che lui provvedesse perché venga sostituita con una nuova.
Teresa

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Buon compleanno Grazia !

Liscia, gasata o senza…, sempre bella, sempre speciale.

Auguri da tutta la famiglia
Teresa